Radio35


Corso: Come creare una webradio partendo da zero – Durata: 4 ore – Prezzo: 99 Euro

Interruzioni del segnale

Ciao a tutti,

alcuni avvisi relativi a Radio35:

1) da mercoledi’ 3 a venerdi’ 5 novembre 2011 potrebbero verificarsi delle interruzioni del segnale di Radio35, dovute ad interventi tecnici sugli apparati di trasmissione e sul server di streaming. Ci scusiamo anticipatamente con i nostri ascoltatori.

2) Siamo purtroppo costretti a sospendere la messa in onda di “A qualcuno piace prima”, la rubrica cinema con trailer e anticipazioni sui film in uscita, a causa della richiesta di SIAE di far pagare una nuova tassa per la messa in onda dei trailers cinematografici.

Buon Halloween con Radio35. Vi aspettiamo su www.radio35.net

Roberto

Buon Halloween con Radio 35

Buon Halloween con Radio 35

Gli autori iscritti alla SIAE possono riservarsi alcuni diritti

Pubblicato in: Artisti Italiani,Artisti Stranieri,Notizie Varie,Radio35 di Roberto su 11 gennaio 2011
Tags: , , ,

Anche gli autori iscritti alla SIAE possono riservarsi alcuni diritti, tra cui quello di autorizzare la messa in onda dei propri brani sulle web radio, in forma gratuita.

Leggete questo file pdf con tutte le spiegazioni

LIBERATORIE

 

RADIO35cc : la nuova radio firmata Radio 35

Pubblicato in: Notizie Varie,Radio35 di Roberto su 23 novembre 2010
Tags: , , , , , , , , ,

Ciao a tutti,

in attesa di vedere cosa deciderà l’AGCOM relativamente alla nuova tassa per le web radio e le web tv, noi abbiamo creato RADIO35cc, la nuova web radio firmata Radio 35 che mette in onda esclusivamente musica rilasciata sotto licenza Creative Commons di artisti non amministrati da SIAE ed SCF.

Se AGCOM confermerà la nuova tassa ci toccherà pagare ma, per risparmiare, rinunceremo a pagare le licenze SIAE ed SCF in modo che – alla fine dell’anno – i soldi investiti per Radio 35 saranno circa gli stessi.

La musica Creative Commons non é assolutamente di serie B rispetto a quella dei nomi amministrati dalle label italiane ed internazionali, da SIAE ed SCF.

Per saperne di più su Creative Commons, visitate il sito di Creative Commons Italia.

Buon ascolto con RADIO35cc su www.radio35.com

Roberto

RADIO35cc è la nuova radio Creative Commons su www.radio35.com

RADIO35cc è la nuova radio Creative Commons su www.radio35.com

 

Vedremo se è vero………

Pubblicato in: Notizie Varie,Radio35 di Roberto su 18 novembre 2010
Tags: , , , , ,

(ANSA) – ROMA, 16 NOV – Le norme della legge Romani che regolano la tv su Internet “sono più puntute di quello che avevamo richiesto: applicheremo la legge, ma la sburocratizzeremo al massimo”.

E’ quanto ha dichiarato il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, intervenendo al Consumers’ Forum.

A giudizio di Calabrò, infatti, “non si può usare una mentalità del passato che manifesta solo un intento repressivo. Certamente è necessario reprimere la pirateria e tutelare il diritto d’autore, ma con mezzi moderni e attestandosi sul futuro”. (ANSA)

—–

Vedremo se è vero…..

Roberto

100 radio: Si allarga il fronte delle radio locali che oscurano le nuove uscite discografiche

Pubblicato in: Notizie Varie di Roberto su 27 maggio 2010
Tags: , , ,

Nota di Le 100 Radio: Sono oramai oltre 700 le emittenti aderenti alla protesta generale che ha coinvolto, per la prima volta, quasi tutte le stazioni fm esistenti in Italia.

Gli editori, stanchi delle continue vessazioni subite negli ultimi anni, dopo la triste storia dei contributi per l’editoria tolti con effetto retroattivo, i contributi a fondo perduto previsti dalla legge ma di fatto mai erogati dal 2007, hanno fatto sì che la situazione esplodesse in una rabbia che, partita dal circuito nazionale delle 100 Radio, ha coinvolto indistintamente tutti, mettendo da parte fedi politiche e associative, portando la protesta nei palinsesti quotidiani, non con i soliti spot poco comprensivi da chi ascolta, ma programmando solo quegli artisti e quelle etichette che hanno avuto il coraggio di rompere quegli schemi di promozione radiotelevisiva che da qualche anno stanno uccidendo la musica.

I diritti connessi negli Stati Uniti non esistono in quanto l’industria non può creare arte. In Italia una legge di 70 anni fà, in condizioni certamente diverse, ha riconosciuto questo diritto discografico che oggi ha ben poco a che vedere con l’arte.

E da alcune ore la protesta italiana è arrivata anche nelle redazioni delle radio europee che si stanno interessando a quanto accade nel nostro paese, ragionando sull’opportunità di intraprendere identiche azioni.

Chissà se, come già successo nel 1975 con l’avvento delle radio libere, l’Italia sia ancora una volta capofila di un nuovo pensiero di libertà?

Le radio locali promuovono Renato Zero, Mario Biondi, Silvia Mezzanotte e Paolo Meneguzzi

Pubblicato in: Artisti Italiani,Notizie Varie di Roberto su 26 maggio 2010
Tags: , , , , , ,

Da Giornaleradio.Info — Continua l’embargo nelle radio per gli artisti che non firmano la liberatoria di rinuncia ai diritti connessi.

I titoloni comparsi sui giornali e internet “da oggi in radio il nuovo cd di Gigi D’Alessio” non corrispondono a verità. Sono veramente pochissime le radio che trasmettono il nuovo singolo.

Gli altri, visto che l’etichetta discografica facente capo al cantautore, contattata dal circuito nazionale Le 100 Radio, non ha rilasciato liberatoria, forniranno promozione solo a pagamento.

E’ quanto sta accadendo in Italia a seguito di una sorta di vertenza tra radio ed alcune major del disco.

Disponibilità a rilasciare liberatoria è stata invece espressa dalla “Zeriana” Tattica, la prima etichetta indipendente italiana riuscita a liberarsi dai condizionamenti delle major.

Quindi semaforo verde per le nuove produzioni ad alto livello di Renato Zero e Mario Biondi. Playlist aperta anche per Silvia Mezzanotte e i Farias, la prima, una delle più grandi voci della musica italiana, esce con il remake di “Nell’aria” firmato Gianni Bella/Mogol e portato al successo da Marcella negli anni 80.

Gli argentini Farias, dopo il successo ad X-Factor e nei pezzi “spagnoleggianti” di D’Alessio, escono finalmente con un brano, Espina Y rosa,  perfetto per le loro corde.

Da Miami, come il titolo del suo ultimo cd, arriva Pablito Paolo Meneguzzi con il brano tormentone “Imprevedibile” prima sospeso e ora riammesso in tutte le playlist in alta rotazione, dopo aver fornito la liberatoria di rinuncia ai diritti connessi.

Ma tantissime sono le autorizzazioni che stanno arrivando a radio e circuiti, non solo dai grandi cantautori come Lucio Dalla e Francesco De Gregori ma anche dai tanti emergenti che vedono svanire nell’embargo delle radio l’unica possibilità di farsi conoscere gratuitamente al grande pubblico.

Le Major del disco: le radio ci ricattano

Pubblicato in: Notizie Varie di Roberto su 26 maggio 2010
Tags: , , ,

La schermaglia tra l’industria musicale e le grandi radio private sta vivendo il momento più caldo. E quale possa essere l’esito di una battaglia che è già finita davanti ai giudici è difficile da ipotizzare.

La Rna, l’Associazione che rappresenta le reti radiofoniche nazionali, ha incassato giorni addietro la “solidarietà” del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, che ha assicurato il proprio personale impegno per una ripresa delle trattative tra le parti.

Le case discografiche riunite in Scf Consorzio Fonografici, Fimi (Federazione industria musicale italiana) e Pmi (Produttori musicali indipendenti) e i vertici italiani delle varie Emi, Warner, Universal e Sony si sono presentate compatte davanti ai media per ribadire che sì, l’apertura per risedersi al tavolo delle trattative c’è e nell’interesse di tutti, ma hanno anche detto fuori dai denti che l’atteggiamento delle emittenti (Rds, Deejay, Radio Montecarlo, 105, Radio Italia, Rtl 102.5 e altre) è da condannare.

E qualcuno, nella fattispecie Alessandro Massara, presidente di Universal, è anche andato oltre, definendo “un vero e proprio ricatto” il rifiuto di trasmettere i nuovi singoli in uscita, a meno che i diritti sui brani non vengano ceduti con una liberatoria ad hoc (che se firmata dagli artisti ha valore solo se questi sono anche produttori della loro musica) per svincolare le radio dall’onere del compenso. Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Limongelli, presidente di Pmi, secondo cui «subire questa aggressione e ricevere questa liberatoria non è accettabile. È un ricatto che genera solo danni»

La questione dei diritti

Produttori e rappresentanti di settore formano quindi un fronte assai unito e in questo rimpallo di responsabilità fa forse anche specie rilevare come Enzo Mazza, presidente di Fimi, abbia paragonato le major a un «topolino accusato di schiacciare l’elefante.

Le radio sono imprese che trasmettono musica per fare audience, fanno business con gli introiti pubblicitari fatturando più dell’industria discografica e pagano più di energia elettrica che non di diritti alle case discografiche».

Ecco spiegato perché – secondo Mazza – «la questione dei diritti è un aspetto da cui non si può prescindere. La situazione è chiara: da una parte c’è un colosso che è il sistema radiofonico, dall’altra l’industria discografica che chiede un adeguamento del compenso al 2% per uniformare le condizioni del mercato italiano a livello internazionale, anche in relazione ai cambiamenti imposti dalla rivoluzione digitale».

Ciò che non è chiaro è se la normativa che regola alla base questo rapporto, un tempo idilliaco, sia ancora pertinente ed efficace o forse vada completamente rivista.(Sole 24 Ore)

Vertenza discografia: le repliche di RNA-Radio Nazionali Associate

Pubblicato in: Notizie Varie di Roberto su 25 maggio 2010
Tags: , , ,

In relazione alle dichiarazioni comunicate questa mattina alla stampa da parte del Presidente della SCF Saverio Lupica, la RNA Radio Nazionali Associate precisa quanto segue:

1) Secondo il contratto in scadenza al 31 dicembre 2006, per le imprese radiofoniche ancora in corso di rinnovo, le aliquote previste per la definizione dei compensi per i diritti fonografici sono le seguenti: 2% degli introiti lordi di ciascuna emittente, per la comunicazione al pubblico attraverso la radiodiffusione sonora dei fonogrammi come previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1975; 1% degli introiti lordi di ciascuna emittente, per i diritti di copia dei fonogrammi per esclusive ragioni ed utilizzi tecnici.
0,5 % degli introiti lordi di ciascuna emittente, per la diffusione in Internet in modalità simulcast dei medesimi programmi trasmessi sulle reti radiofoniche terrestri.
La percentuale totale assomma al 3,5. Le utilizzazioni sono, escluso Internet simulcast, identiche da decenni, mentre il totale dei compensi, essendo una percentuale applicata agli introiti lordi delle emittenti, si è incrementata enormemente nel corso dei trentacinque anni di attività delle emittenti radiofoniche private.
Ogni altro utilizzo (podcasting, download ecc) dei repertori viene retribuito con accordi separati che prevedono ulteriori percentuali sugli introiti lordi delle emittenti.

2)  E’ improprio qualsiasi paragone con altri Paesi europei. Ogni Stato ha deciso in assoluta autonomia le regole generali per l’attività di radiodiffusione sonora, i limiti all’affollamento pubblicitario, le disposizioni sui programmi, nonché gli oneri per il rilascio dei titoli abilitanti e le relative frequenze di trasmissione. Ciò in pieno rispetto del diritto comunitario che prevede per questa materia piena sussidiarietà. In proposito si segnala che la radio non è oggetto di direttive comunitarie del tipo “ Televisione senza frontiere”.

3) Le emittenti radiofoniche hanno piena libertà di programmazione al pari di qualsiasi altro editore. In questi giorni vengono regolarmente diffuse novità musicali di autori italiani, grandi artisti come Lucio Dalla e Francesco De Gregori, solo per fare un esempio.
Si segnala inoltre la piena collaborazione con AFI – Associazione dei Fonografici Italiani aderenti a Confindustria con cui è in atto una convenzione recentemente rinnovata alle tradizionali condizioni economiche.

4)  Le emittenti radiofoniche nazionali hanno sempre sostenuto la musica italiana e continueranno a farlo con il fine di favorire la cultura e le tradizioni italiane.
Gli interessi evocati nella vertenza e l’assoluta indisponibilità a trovare una ragionevole soluzione sembrano trovare radici solo negli interessi delle multinazionali della discografia alla ricerca di soluzione per la grave crisi del settore.

5) Le emittenti radiofoniche nazionali onorano le aliquote definite nel contratto in scadenza, così come previsto dalla normativa vigente in materia, e non rinnovato per la rottura unilaterale delle trattative provocata per ben tre volte da SCF.

Discografici: ricatto radio, boicottano nuova musica

Pubblicato in: Notizie Varie di Roberto su 24 maggio 2010
Tags: , , ,

(ANSA) – MILANO, 24 MAG – “Le radio sembrano aver perso il senno: ci hanno dato notizia che o rinunciamo ai diritti o non trasmetteranno i nuovi brani”.

Il presidente di Emi, Marco Alboni, come i suoi colleghi discografici, non esita a definire un “ricatto” quello di 10 network nazionali che, non intendendo rinnovare il contratto per i diritti fonografici alle condizioni chieste da Scf (il consorzio che rappresenta 300 realtà del settore), ora boicottano le ultime novità, chiedendo a chi detiene i diritti di rinunciarvi.

Per denunciare il comportamento delle radio, l’industria discografica italiana al gran completo ha indetto una conferenza stampa, aperta da Saverio Lupica, Presidente di SCF, che ha ricordato le tappe salienti della trattativa, apertasi nel 2006 (anno di scadenza del vecchio accordo) e arrivata alla rottura a fine 2008, quando Scf ha agito in giudizio nei confronti di dieci network nazionali (Radio RTL 102.5, Radio 105, RDS, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, Radio DeeJay, Radio Capital, M2O, Radio 101, Radio Italia).

“Ciò che chiediamo oggi – ha sottolineato Lupica – è un ragionevole adeguamento dei compensi alle medie europee”. Fino al 2006 i diritti riconosciuti dalle radio, calcolati sui ricavi lordi, erano l’1%, ora Scf chiede che la quota passi “al 2% senza sconti” e che vengano saldati gli arretrati: “ci devono quasi tre anni, ossia più di 5 milioni di euro”.

“Le radio pagano più di energia elettrica che di diritti” é poi sbottato Enzo Mazza, presidente di Fimi, mentre Filippo Sugar, Presidente della Federazione Editori Musicali e del Gruppo Sugar, ha fatto notare che “il fatturato aggregato delle dieci radio nazionali con cui ci stiamo confrontando è superiore di quasi il 50% al fatturato globale dell’industria discografica italiana”.

I discografici non vogliono però arrivare a un muro contro muro con le radio che – ha ricordato Andrea Rosi di Sony – “sono nostre partners commerciali e promozionali”. (ANSA).

Pagina successiva »

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.